Cos’è l’impianto di terra? È l’insieme di dispersori e conduttori che scarica a suolo le correnti di guasto e limita la tensione di contatto. A cosa serve? Protegge le persone e consente l’intervento automatico delle protezioni (soprattutto i differenziali) entro i tempi previsti. In questa pagina trovi componenti, riferimenti normativi italiani, formule chiave (TT/TN), prove e buone pratiche.
Differenziali, curve e selettività: rivedi la guida collegata.
→ Magnetotermico & Differenziale1) Terra ≠ PE: differenze
Terra (sistema di dispersione)
È costituito da dispersori (picchetti, corda nuda, piastra), conduttore di terra e collettore principale. La sua efficacia dipende anche dalla resistività del terreno e dalla qualità delle giunzioni.
PE — Protezione (collegamenti)
Il conduttore di protezione collega le masse metalliche (prese, involucri, tubazioni) al collettore ed all’equipotenziale. È la “via di ritorno” sicura della corrente di guasto.
Equipotenzialità: collegare tra loro masse e masse estranee riduce le differenze di potenziale e quindi il rischio di tensioni di contatto pericolose.
2) Riferimenti normativi (sintesi, Italia)
- CEI 64-8: regole di progettazione e realizzazione degli impianti utilizzatori in BT (impianto di terra, protezione contro i contatti indiretti, tempi di interruzione, schemi TT/TN/IT).
- DM 37/08: progettazione/realizzazione degli impianti negli edifici; dichiarazioni di conformità/rispondenza.
- DPR 462/01: luoghi di lavoro — omologazione e verifiche periodiche obbligatorie degli impianti di messa a terra (tipicamente ogni 2 o 5 anni a seconda dell’ambiente).
- Guide CEI (es. 64-14): indicazioni applicative per verifiche e misure (continuità, anello di guasto, resistenza di terra).
- CEI 11-27: lavori elettrici in sicurezza (qualifica PES/PAV/PEI, procedure, DPI).
Nota legale: questo è un riepilogo divulgativo. Per progetti/adempimenti fai sempre riferimento ai testi ufficiali aggiornati e al professionista abilitato.
3) Formule pratiche e tempi di interruzione
Sistema TT — relazione con il RCD
Per limitare la tensione di contatto e garantire l’intervento del differenziale vale:
Ra × IΔn ≤ UL (tipicamente UL = 50 V in ambienti ordinari).
Esempio: con IΔn = 30 mA ⇒ Ra ≤ 1667 Ω. In pratica si adottano margini molto più stretti per robustezza e compatibilità EMC.
Sistema TN — anello di guasto
Si verifica l’impedenza di anello Zs in modo che la corrente di guasto faccia intervenire il magnetico entro i tempi:
Zs ≤ U0 / Ia, con Ia corrente d’intervento dell’interruttore.
Tempi tipici per circuiti terminali ≤ 32 A: circa 0,4 s (TN). Per TT la protezione è affidata al differenziale (tempi da datasheet/norma).
4) Componenti principali
- Dispersori: picchetto/i, corda nuda ad anello, piastra (scelta in funzione del terreno/spazio).
- Conduttore di terra: collega il dispersore al collettore principale.
- Collettore principale (barra equipotenziale): nodo di terra/PE/equipotenziali.
- Equipotenziali: principali (tubazioni metalliche, strutture) e supplementari (es. bagni, locali particolari).
- PE di linea: connette prese e apparecchi al collettore.
5) Verifiche di buon senso (senza strumenti)
- Togli alimentazione prima di aprire quadri/coperchi.
- Controllo visivo: presenza e continuità del PE nelle prese; morsetti serrati; conduttori giallo-verdi integri.
- Equipotenziale: verifica il collegamento di tubazioni metalliche principali al collettore.
- Test differenziali: premi il tasto TEST con regolarità (consigliato mensile in ambito domestico).
Attenzione: non eseguire misure su parti in tensione senza formazione e DPI adeguati.
6) Prove strumentali tipiche (da personale qualificato)
Continuità del PE
Misura a bassa resistenza tra masse e collettore: verifica la “via di guasto”.
Prova differenziale
Misura di IΔ e tempi a 0,5×/1×/5× IΔn; confronto con i limiti normativi/datasheet.
Impedenza anello di guasto (Zs)
Confronto con le soglie di intervento del magnetico per i tempi prescritti.
Resistenza di terra (Ra)
Metodo a 3 puntali (o varianti). Utile per valutare l’efficacia del dispersore e l’evoluzione nel tempo.
Valori e limiti dipendono da schema, protezioni e norma applicata: fare sempre riferimento ai testi ufficiali e ai dati dei dispositivi.
7) Tabelle pratiche
7.1 Tipi di dispersore — pro & contro
| Tipo | Descrizione | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Picchetto/i | Barre infisse nel terreno, collegate | Semplice, modulare | Prestazioni dipendono dal terreno; serve profondità |
| Corda nuda (anello) | Conduttore interrato che circonda l’edificio | Ottima superficie di contatto, molto efficace | Scavo più esteso, impatto edile |
| Piastra | Lastra metallica interrata | Utile in terreni difficili con poco spazio | Posa più impegnativa e costosa |
7.2 Differenziali — sensibilità d’uso (indicativa)
Sensibilità (IΔn) | Uso tipico | Note |
|---|---|---|
| 10 mA | Utenze/locali particolari | Molto sensibile → più scatti intempestivi |
| 30 mA | Circuiti terminali, protezione persone | Standard residenziale |
| 100–300 mA | Protezione a monte / rischio incendio | Spesso selettivo S per coordinamento |
7.3 Sezioni indicative del PE (principio diffuso)
8) Errori comuni
- PE interrotto/scollegato su prese o involucri.
- Assenza di equipotenziale principale/supplementare dove richiesto.
- Dispersori non collegati tra loro o giunzioni ossidate.
- Uso di differenziali non adeguati al carico (es. tipo AC con elettronica → preferire A/F/B secondo il caso).
- Nessuna manutenzione/verifica: test RCD mai eseguiti, nessun controllo periodico.
9) Collegamenti utili
Contenuti divulgativi. Per progetti, verifiche e adempimenti fai riferimento a norme/datasheet aggiornati e a professionisti abilitati. Prima di qualsiasi intervento: togli alimentazione.