Quando c’è un problema elettrico in casa la tentazione è quella di “prendere un tester” e iniziare a misurare. In realtà, più che avere una valigetta piena di strumenti, è importante sapere cosa possono fare, cosa non possono fare e dove si deve fermare il fai-da-te.
1. Cercafase (omologato, non “cacciavite magico”)
Il cercafase è uno strumento molto semplice che serve a verificare la presenza della fase su un morsetto o contatto.
- Utile per capire se arriva tensione a un punto (presa, interruttore, portalampada).
- Va scelto un modello omologato, non i vecchi cacciaviti con resistenza interna di dubbia qualità.
- Non dice nulla sulla qualità dell’impianto, sulla continuità del neutro o sul valore della tensione: indica solo “c’è / non c’è fase”.
2. Multimetro (tester)
Il multimetro è lo strumento più versatile: può misurare tensione, resistenza, continuità, a volte anche corrente e frequenza.
2.1. Cosa può essere utile per un non professionista
- Verificare la presenza di 230 V tra fase e neutro (o fase e terra).
- Controllare la continuità di un cavo (a impianto disalimentato).
- Testare un fusibile, un interruttore o un cavo di prolunga.
2.2. I limiti
- Usarlo su parti in tensione senza sapere cosa si sta facendo può essere pericoloso.
- Le misure su impianti complessi (caduta di tensione, dispersioni, correnti di spunto) richiedono esperienza per essere interpretate.
- I modelli troppo economici possono dare letture poco affidabili.
3. Pinza amperometrica
La pinza amperometrica misura la corrente che scorre in un conduttore semplicemente “abbracciandolo” con la pinza, senza interrompere il circuito.
- Può far capire quanto assorbe un carico (es. pompa, forno, linea prese).
- È molto utile per verificare correnti elevate senza scollegare cavi.
- I modelli per uso professionale permettono anche misure su correnti molto basse, correnti di spunto, ecc.
Per un non professionista è già tanto sapere che esiste e che l’elettricista la userà per capire se una linea è sovraccarica.
4. Tester prese
Il tester prese è un piccolo strumento che si inserisce nella presa e, tramite una combinazione di LED, indica se:
- manca il neutro;
- manca la terra (collegamento di protezione);
- fase e neutro sono invertiti.
Può essere utile per un controllo rapido, ma non sostituisce le misure di continuità del conduttore di protezione e di resistenza di terra che fanno parte delle verifiche professionali.
5. Lampada di prova (per i professionisti)
La classica lampada di prova è uno strumento “grezzo” ma molto efficace in mano a chi sa usarla:
- consente di verificare la capacità di erogare corrente di un circuito, non solo la presenza di tensione a vuoto;
- usata male, però, può creare corti circuiti e situazioni pericolose.
È uno strumento da professionisti: per chi non è del mestiere, non è consigliato improvvisare.
6. Strumenti che non devono mancare... all’elettricista
Per diagnosi serie su un impianto servono strumenti che normalmente un privato non ha, ad esempio:
- misuratore di isolamento;
- misuratore di terra;
- strumenti per prove sui differenziali;
- strumenti per analisi della qualità dell’energia (armoniche, buchi di tensione, ecc.).
Sono apparecchiature costose, che richiedono competenza e tempo per essere usate correttamente.
Apri la Web App ElettricTool