La risposta breve è: Sì, ma con grandi precauzioni. Anche se le auto vengono fornite con un caricabatterie domestico (spesso chiamato "carichino"), le normali prese di casa non sono state progettate per carichi così pesanti e prolungati.
1. Il rischio del surriscaldamento
Una normale presa Schuko domestica è certificata per sopportare 16A, ma solo per brevi periodi. Ricaricare un'auto significa assorbire energia per 8, 10 o anche 12 ore consecutive. Questo stress termico può sciogliere i contatti della presa o, peggio, i cavi all'interno dei muri se non sono della sezione adeguata.
2. La sezione dei cavi è fondamentale
Per caricare in sicurezza, la linea che va dal quadro elettrico alla presa del garage dovrebbe avere cavi con una sezione di almeno 2,5 mm² (meglio 4 mm² per lunghe distanze). Se i cavi sono troppo sottili, si surriscaldano per effetto Joule, aumentando il rischio di incendio.
3. Meglio una presa Schuko "Green Up" o Rinforzata
Se non vuoi installare una Wallbox, il consiglio è di sostituire la normale presa con una Schuko rinforzata (tipo la Legrand Green'Up). Queste prese sono progettate specificamente per la ricarica dei veicoli elettrici, hanno contatti argentati e resistono meglio al calore.
4. Il limite dei 3 kW
Con un contratto standard da 3 kW, ricaricare l'auto mentre la lavatrice è accesa farà scattare quasi certamente il contatore. È consigliabile programmare la ricarica di notte o richiedere un aumento di potenza a 4.5 kW o 6 kW.
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