Nel linguaggio comune si tende a dire “l’impianto è a norma” come se bastasse guardare il quadro o qualche presa. In realtà, per capire se un impianto è stato eseguito correttamente e se è stato verificato da un professionista abilitato, è fondamentale sapere quali documenti ufficiali esistono e che valore hanno.
I tre nomi che incontrerai più spesso sono:
- DICO – Dichiarazione di Conformità;
- DiRi – Dichiarazione di Rispondenza;
- Libretto di Impianto – una sorta di “carta d’identità” dell’impianto, con dati e interventi principali.
1. DICO – Dichiarazione di Conformità
La DICO è il documento principale che un installatore abilitato rilascia al termine di:
- realizzazione di un nuovo impianto;
- trasformazione sostanziale di un impianto esistente (ampliamenti importanti, rifacimenti completi di quadri, ecc.);
- adeguamento che modifica in modo significativo struttura e protezioni dell’impianto.
In sintesi, con la DICO l’impresa installatrice dichiara che l’impianto:
- è stato realizzato o modificato da una ditta abilitata;
- rispetta la normativa tecnica applicabile al momento dei lavori;
- è stato verificato tramite controlli e prove previste (continuità del PE, misure di isolamento, funzionamento protezioni, ecc.).
La DICO è un documento ufficiale, firmato dal responsabile tecnico dell’impresa e corredato da allegati (schemi, relazioni, elenco materiali principali, ecc.). Non è un semplice foglio “di cortesia”: in molti casi è richiesta per pratiche edilizie, allacci, volture e compravendite.
2. DiRi – Dichiarazione di Rispondenza
La DiRi nasce per gestire una situazione molto frequente: impianti esistenti, realizzati anni fa, per i quali la DICO non è disponibile (ad esempio perché mai rilasciata o smarrita, o perché l’impianto è precedente a certe norme).
In questi casi, dove previsto, può intervenire un professionista abilitato che, dopo aver svolto una serie di verifiche tecniche e documentali, rilascia una Dichiarazione di Rispondenza: in pratica attesta che l’impianto:
- è stato esaminato;
- è stato sottoposto a opportune prove e controlli;
- risulta rispondente ai requisiti di sicurezza richiesti per quella tipologia di impianto.
La DiRi, quindi, non è la “DICO di serie B”, ma uno strumento diverso, usato quando non si può più ottenere la DICO originaria ma occorre comunque una valutazione professionale dell’impianto esistente.
3. DICO e DiRi: differenze pratiche
Riassumendo al massimo:
3.1 Quando si parla di DICO
- Quando l’impianto viene realizzato o modificato oggi (o comunque dopo l’entrata in vigore delle attuali regole).
- Quando chi esegue i lavori è una ditta abilitata.
- Quando si tratta di un intervento significativo, non di una semplice sostituzione di un componente equivalente.
3.2 Quando entra in gioco la DiRi
- Quando l’impianto è datato e non è disponibile la DICO originaria;
- quando è necessario certificare la rispondenza ai requisiti di sicurezza dell’impianto esistente;
- quando un professionista, dopo verifiche e misure, si assume la responsabilità di tale valutazione.
Entrambi i documenti hanno una forte valenza dal punto di vista della sicurezza e della responsabilità. La scelta tra DICO e DiRi non è “a piacere”, ma dipende da quando è stato realizzato l’impianto e da quale documentazione esiste già.
4. Libretto di Impianto: a cosa serve
Il Libretto di Impianto (nel contesto elettrico) è un documento che raccoglie in modo ordinato:
- i dati principali dell’impianto (ubicazione, tipologia, potenza, destinazione d’uso);
- la presenza di quadri, linee principali, dispositivi di protezione e di sicurezza;
- gli estremi delle DICO / DiRi disponibili;
- eventuali interventi significativi eseguiti nel tempo (ampliamenti, modifiche, sostituzione apparecchiature rilevanti);
- l’esito di controlli periodici, quando previsti.
Più che un obbligo formale “in sé”, il Libretto di Impianto è uno strumento di gestione e memoria tecnica: aiuta proprietario, manutentore e tecnici a capire come è fatto l’impianto, che lavori sono stati eseguiti e quali documenti ufficiali esistono.
5. Cosa chiedere quando fai lavori o compri casa
5.1 Se stai facendo realizzare o rifare un impianto
- Accertati che l’impresa sia abilitata per il tipo di impianto da realizzare.
- Chiedi espressamente la Dichiarazione di Conformità al termine dei lavori.
- Assicurati che la DICO sia completa di allegati (schemi, elenco materiali principali, ecc.).
- Conserva DICO e allegati in un posto sicuro, eventualmente insieme alla documentazione di casa.
5.2 Se stai acquistando un immobile
- Verifica se il venditore è in grado di fornire una DICO dell’impianto o una DiRi valida.
- Se non esiste documentazione e l’impianto è vecchio, metti in conto la possibilità di un adeguamento o di una verifica tecnica approfondita.
- Valuta, con il tuo tecnico di fiducia, se ha senso prevedere un rifacimento parziale o totale in funzione dell’età e delle condizioni dell’impianto.
6. Perché questi documenti sono importanti anche dal punto di vista pratico
Al di là degli obblighi formali, DICO, DiRi e Libretto di Impianto hanno una ricaduta concreta:
- rappresentano una base tecnica da cui partire per futuri lavori o ampliamenti;
- aiutano a dimostrare che l’impianto è stato realizzato o verificato da soggetti abilitati;
- possono essere richiesti in caso di incidenti, sinistri o contenziosi (assicurazioni, responsabilità, ecc.);
- aumentano la trasparenza quando l’immobile viene venduto o locato.
Vai a “Impianto elettrico vecchio: come capirlo in pochi minuti”