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Dichiarazione di conformità (DiCo): quando serve e cosa contiene?

Il documento con cui l’installatore abilitato dichiara che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte, secondo le norme vigenti.

Indicazioni generali e semplificate. Non sostituiscono i testi di legge o una consulenza tecnica/legale.

La dichiarazione di conformità (spesso abbreviata in DiCo) è il documento con cui l’impresa installatrice abilitata attesta che l’impianto è stato realizzato secondo la normativa vigente e “a regola d’arte”.

1. Quando è obbligatoria la DiCo?

In ambito domestico, la DiCo è richiesta in generale quando si eseguono:

  • nuovi impianti elettrici;
  • rifacimenti completi;
  • modifiche o ampliamenti significativi.

Ogni lavoro rientrante nelle attività disciplinate dal D.M. 37/08 deve essere accompagnato da una dichiarazione di conformità rilasciata dall’impresa abilitata.

2. Chi può rilasciarla?

Solo:

  • un’impresa abilitata;
  • tramite il proprio responsabile tecnico.

3. Cosa contiene la DiCo?

  • dati dell’impresa installatrice;
  • dati del committente e dell’immobile;
  • descrizione lavori;
  • norme applicate (es. CEI 64-8);
  • eventuali allegati (schemi, progetto, materiali);
  • firme e data.

4. DiCo vs DiRi

La DiRi (Dichiarazione di Rispondenza) non sostituisce la DiCo: può essere usata solo per impianti esistenti privi di documentazione, entro limiti precisi.

5. Perché conservarla

  • dimostra che l’impianto è stato eseguito da impresa abilitata;
  • documenta la norma applicata;
  • serve in compravendite, pratiche edilizie e assicurative.
Attenzione: eseguire lavori importanti senza DiCo può creare problemi legali, assicurativi e tecnici.
In sintesi: la DiCo è il “certificato di nascita” dell’impianto elettrico.
Per approfondire le normative: Vai alla sezione Normative